sabato 5 marzo 2011

Se stessi scrivendo su una pagina bianca avrei sprecato più inchiostro per cancellare le righe che ho scritto anziché per scrivere le parole. Sto scrivendo e cancellando, cancellando e scrivendo ancora, perché ho la testa che esplode e che salta di palo in frasca e le mani non riescono a battere sulla tastiera abbastanza velocemente per star dietro a tutti i pensieri, e, allora cancello tutto perché i pensieri confusi mi fanno schifo.
Prima stavo ripensando a stamattina, a quando ferma sulla porta di classe lo stavo (spudoratamente) osservando, prima che arrivasse la mia amica a ricordarmi che assomiglia ad una scimmietta di quelle tenere, e ho sentito un tuffo al petto – era forse il cuore? – e da lì una sensazione che era un miscuglio tra l’emozione provata quando i Blink 182 son saliti sul palco dell’I.Day Festival e quando quell’adulto che conosco e che per il bene che vuole al figlio si sta disintossicando davvero mi ha detto “stai attenta a quello che fai, bimba” oppure quando riesci a vedere o a rivedere un’amica che non vedi da tanto tempo causa lontananza.
E’ stata una sensazione che, cazzo, non so spiegare e se non la so spiegare vuol dire che non sono riuscita ad analizzare, se non sono riuscita ad analizzarla mi ci intestardirò fino a sentire le tempie scoppiare a causa del troppo pensare.
Era un tonfo al petto – forse forse era il cuore – e poi quella sensazione di calore che mi ha, poi fatto ricordare gli abbracci caldi del Fuoco, ma non ho mai smesso di sorridere. E pensare che, tutto questo è successo nel giro di quanto? Un minuto?
Oggi, mentre guardavo fuori dal finestrino ed osservavo distrattamente i campi della tenuta dove, da bambina, andavo a giocare con gli amici, pensavo a quel tiepido calore che si sente quando inizia ad arrivare la primavera. Quel calore misto ai leggeri brividi che, puntualmente, mi vengono quando oso mettermi solo una maglietta a maniche corte e, magari, non era ancora il momento perfetto per farlo. Pensavo a quella sensazione di lieve tepore – quanto mi piace il suono della parola tepore – che si sente quando inizia la primavera. Pensavo che ultimamente questa sensazione inizio a sentirla tra i polmoni e le costole, come se l’inverno interiore stesse finendo lasciando arrivare il tepore della primavera. Non so se dovrei essere felice o no di questo, perché sì con la primavera posso mettermi la maglia di Batman senza doverci mettere una felpa sopra, ma io, in primavera, soffro come un cane per via del polline. E che succede se uno ha la primavera dentro? Li si irrita il cuore come si irritano gli occhi per via del polline?
All’inverno, mi c’ero abituata e alla fine non era così male, ma alla primavera non so.
Domani, mi sarebbe piaciuto che oltre che mia cugina ed il suo ragazzo venisse anche nonna, ma lei alle sette deve essere a lavoro e di arrivare a mezzogiorno per ripartire per le quattro del pomeriggio non se la sente, e tutti i torti non li ha. Però io, di vederla, ne avevo voglia come avrei voglia di una Benson blu o di una Caipiroska alla fragola.

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