domenica 30 gennaio 2011

Random and play! #1

So thank you for showing me,
That best friends cannot be trusted,
And thank you for lying to me,
Your friendship and good times we had
you can have them back
Thank You - Simple Plan.


They say your head can be a prison.
Then these are just conjugal visits.
People will dissect us till
This doesn't mean a thing anymore.
The Take Over, The Breaks Over - Fall Out Boy.
Che poi, io, ho iniziato ad amare la riproduzione casuale.

mercoledì 19 gennaio 2011

Che tanto, poi, domani mattina non mi alzo neanche con una bomba che esplode accanto al mio orecchio

Volevo (ri)riempire il mio mp3 da due soldi, che funziona una meraviglia, e non l'ho trovato per tutto il giorno; l'ho trovato ora, che decisamente non mi sembra il caso di passar due ore a metterci musica dentro, visto che son due giorni che neanche un bombardamento mi tira giù dal letto.
Che poi, tanto, per mezzanotte sarò a letto e inizierò a rigirarmi e a pensare e minimo minimo prima dell'una non dormo; avrò gli incubi/sogni ricorrenti come le ultime notti e mi sveglierò ogni tre ore, se va bene.
Era dalle medie che non dormivo così, e la cosa non mi mancava proprio. Fatto sta che son più acida di... di non so cosa, ma sono di certo più acida del solito, il che è preoccupante ed io sto a farneticare a caso giusto per svuotare un po' la testa. Poi, tanto mi conosco, e la testa mica la svuoto. Arrivo a letto e sarà piena di scuola, la vacanza in montagna, Milano, l'ansia che ho di mio ultimamente, il sogno ricorrente di Milord che è ripreso negli ultimi giorni, la mancanza delle farfalle, il fatto che non mi capisco più. Sarà piena delle solite menate. Almeno fossero pensieri sensati, potrei sopportare di perdere il sonno per quello.
Dovevo pure passarmi la piestra e me ne sono dimenticata, vabbè li tengo così i capelli che sembro un po' più me stessa degli ultimi giorni.
Andiamo a bere dell'estathé gelato, Amy, magari così ti calmi. Dai retta alla tua coscienza, per una volta.

lunedì 10 gennaio 2011

Sopra ce scritto "storia", ma sotto di appunti non ce ne sono.

“Le farfalle nello stomaco non fanno poi
così schifo;
danno colore alle emozioni invisibili dei
miei organi.
Il nulla fa più schifo.”.

~

Un giorno, parlando di lui, ho detto “nonostante so di non averti, nonostante so che saremo sempre mondi diversi, nonostante so che tu non potresti mai interessarti a me, non fa male” e, credo, sia davvero così.
L'ho visto mezzo momento - maledettotizioconlestampellechec'hafattotrasferireall'ultimopiano! - e del voler essere la crepes alla fragola dell'altro, o dell'altro in generale, non c'è stata più traccia; e l'altro è altamente tossico. Dovrebbe quasi scriversi sul sorriso “nuoce gravemente alla salute”.
E' un po' come se lui fosse una medicina. Vorrei prenderne una pasticca - o forse si soministra con un bacio? -, solo per vedere se è davvero una medicina o solo un'altra stramaledetta illusione.

venerdì 7 gennaio 2011

I found it hard to be in love. That’s only because I didn’t want fall in love. I refused to lower my walls down. I was too afraid of getting hurt. Once you open yourself up to someone, there’s a chance things won’t go the way you intended, and you will be left broken. I wasn’t ready to feel empty, not jut yet.
(Forse) Megan Fox,
di certo da una foto trovata su weheartit.
Se fossero al presente, potrebbero essere parole mie.

giovedì 6 gennaio 2011

Ultimamente parlo tanto senza mai parlare davvero. Che cosa maledettamente (non) figa!

mercoledì 5 gennaio 2011

L'anno è arrivato, ora voglio vedere quanti arrivano alla fine.

Buoni propositi per l’anno che verrà.
(Finiti di scrivere il 02 gennaio 2011).

Nuovo taglio di capelli, ma non tinti eh!
Perché ho bisogno di cambiare e perché oramai se li tingono tutti.
Compare i Dr. Martens.
Perché di acqua nelle scarpe ne ho avuta anche troppa e perché così, forse, mi sento meglio nei miei panni.
Dare una sistemata all’armadio.

Mettere in ordine dentro di me.
Perché ho un casino dentro che la metà mi basta ed avanza.
Smetterla di far battere il cuore a mille per degli sconosciuti.

Cancellare ogni cosa dalla Batcaverna;.
Perché da gennaio voglio ricominciare da capo.
Mettere da parte l’orgoglio e cercar di recuperare un po’ di gente.
Perché mi mancano certe persone.
Imparare a sorridere sempre, anche quando è una pessima giornata.
Perché somewhere there is someone who dreams of your smile.
Impegnarmi al massimo con la batteria, senza abbattermi per le difficoltà.
Perché “conosci sogni degni del nome che gli hai dato Che non ti siano costati in sangue e occhi al cielo?”. I The Sun hanno già detto tutto.
Ridurre le dosi di estathè.
Perché ne bevo troppo ed un brick di estathè ha le stesse calore di un piatto di pasta”.
Smetterla definitivamente – o quasi – con le goleador alla frutta come antisentimenti.
Perché non è un antisentimenti, fanno solo la gioia della ciccia e dei brufoli.
Comprare una moleskine e non abbandonarla come la tokidoki.
Perché sono stufa di iniziare un’agenda, o un blocnotes, e troncarlo lì. Voglio una moleskine per abbandonarmi dentro lei.
Comprare una penna nera. Una qualsiasi penna nera da usare con la moleskine, solo con lei.
Riuscire a fare qualcosa di grandioso per la SupereroaH.
Perché lei mi ha dato tanto e io voglio darle almeno un sorriso.
Riuscire ad andare a Chiavari a trovare la Debbuz.
Perché lei è venuta, ora sta a me.
Riuscire ad andare a Milano con la Vice.
Perché Milano è Milano. Quella città è per me quello che sono le sirene per Ulisse. E con lei perché sì, non c’è sempre un perché per tutto.
Riuscire ad andare a Roma e in tanti altri piccoli – e grandi – posti che voglio vedere.
Perché voglio vivere, voglio riuscire a vedere tutti quei posti e quelle persone che potrebbero darmi un soffio di vita.
Riuscire, almeno, a parlare a Mr. 5C.


Riuscire a rivedere i Finley, che sia un concerto o uno showcase poco importa.
Perché quei ragazzi sono importanti, perché quel giorno dovrò dirli in faccia grazie.
Andare a più concerti possibili.
Perché questo mi fa sentire viva.



Alcuni sono già spuntati per intero o a metà. Che figo!

√ = proposito realizzato. √ = realizzato a metà.

Mi son svegliata ottimista. Che novità!

Stamani mi sono svegliata ottimista. Del tipo: “la bottiglietta sul comodino è vuota? E vabbè, l’acqua del rubinetto in bagno è buona ed il bagno è vicino!”.
Sorrido da quando mi sono alzata e non so se è il sorriso di plastica o quello di carne. La cosa mi snerva, perché odio non sapere come affronto la giornata (e me stessa). Voglio quello di plastica di sorriso, è più resistente agli urti, si ammacca ma resta lì. Quello di carne no, se succede qualcosa si scardina e si rovescia e per rimetterlo apposto mi serve l’attack, ma l’ho perso nell’immensità di questa casa.
Ho voglia di tornare a scuola, per quale oscuro motivo non lo so, però voglio tornarci e non ho ancora fatto neanche mezzo compito. No, mezzo compito di storia l’ho fatto e dopo due ore che ci lavoravo ho chiuso il quaderno con la foto dei lamponi sopra e ho urlato a mamma “che i compiti li finivo domani”. Domani quando? Boh. Forse domani corrisponde ad oggi, che poi non era ieri che ho urlato che “finivo domani”, ma era domenica, ma vabbè. C’era la mia amica e non potevo studiare, no?

Lei ogni volta doveva costringersi a scrivere, non per pigrizia ma una sorta di terrore profondo di aver perso la capacità di farlo. Aveva paura di restare seduta con le dita sulla tastiera e lo sguardo fisso sullo schermo senza che succedesse niente. Non le sarebbe rimasto altro che vuoto e mancanza di parole, scoprendo di non essere più in grado di mettere giù una sola frase”. E’ un pezzo di un libro che mi ha inviato un’amica per sms.
Ecco, io sto facendo uguale. Mi costringo a scrivere per il terrore di non riuscire più a farlo e se perdo questo cosa mi resta? Un cavolo lesso per merenda. Mi costringo a farlo, perché già non riesco a buttar giù neanche una riga per una storia e mi ci mancherebbe di non saper buttar giù una riga neanche per me stessa e basta (che frase contorta che m'è venuta. Fa schifo, non si può sentire).
Mi costringo a scrivere, perché se smetto di farlo è come firmare il certificato di morte del mio lato buono e, sotto sotto, non voglio farlo morire.


Dovrei smetterla di farneticare a ruota libero. Me lo ripeto sempre, e non smetto mai. Però giuro che è l'ultima volta. Lo giuro per me stessa, non per altri che, magari, si son pure rotti le palle di sentirmi farneticare. Pff.

martedì 4 gennaio 2011

Vorrei essere la sua crepes alla fragola, un boccone di spensieratezza.
Vorrei che lui fosse il punto della frase "the best is yet to come", l'arrivo definitivo del meglio, per me.

E ritorno con l'anno nuovo.

C’è chi, con l’arrivo del nuovo anno, esclama “anno nuovo, vita nuova!”. Bene, io non lo dirò. L’anno nuovo è arrivato sì, ma la vita è sempre la stessa, non sono mica andata al supermercato ad ordinare un chilo di una vita nuova. No, la vita è sempre quella. Solito nome, solita faccia, soliti brufoli e ciccia di troppo, solito sorriso di plastica.
La vita è la stessa, non è il cambiare il numero che segue una serie di tre cifre uguali per un po’ di tempo a cambiare la vita. Questo è certo.

Un’amica, una cara amica, mi ha scritto che ama me e quella moleskine piena di vita. La Moleskine non è ancora piena di vita, ma lo diventerà. L’ho promesso a me stessa e perché, cazzo, devo sempre mantenere le promesse verso gli altri e non quelle verso me stessa?

Son sparita farneticando e torno farneticando di cose a caso. E vabbè, oramai m’è presa di farneticare, che ci posso fare?