09 gennaio 2011.
Ciao nonna, come stai?
Io sto che mi sono voluta sedere da sola e che la mia scrittura è sempre più piccola e orrida; mi trema la mano e non sono più d’accordo col mio scrittore preferito che dice che lui “non odia le persone, ma si sente meglio quando loro non sono intorno”. Io credo di odiarle e di sentirmi meglio quando non sono intorno.
Il 23 ha fissato una verifica di matematica ed è il giorno del tuo compleanno, solo io, a casa, me lo ricordo? Sai che è brava questa prof., nonna? E’ gentile e se non avessi avuto problemi in prima, con lei capirei tutto.
Nonno sta male ed io balbetto. Nonno sta male ed io non parlo, me lo tengo dentro e sto male, ma alle stelle non si mente, quindi neanche volendo potrei mentirti, vero? C’è chi mi ha detto “deliri” e chi ha detto “demenza”, io non ho avuto ancora le palle per guardare bene entrambe le cose, come ho fatto con te quando, finalmente, hanno detto davanti a me cosa avevi.
Sai, sapere che nonno sta male e che pure la testa ne se ne sta andando, mi distrugge; tu avevi lui e noi, ma lui per questi deliri ha litigato con zio e non ha te, zia – quasi giustamente con quello che è successo – lo tratta freddamente e pure papà. Io vorrei abbracciarlo, ma sai non riesco quasi ad abbracciare le amiche, figuriamoci ad abbracciare nonno che per me è quasi un Dio.
Nonno sta male ed io vorrei abbracciarlo, ma non so come si fa, vorrei dirli che tu ci sei, ma non in paradiso che non ci credo; forse sei solo dentro di noi, ma ci sei. L’importante è che ci sei, no?
Avevo promesso alla prof. di stare attenta, ma per una volta che riesco a scrivere lasciatemelo fare.
Sai, non ne sto parlando a nessuno ma del ragazzo che dava le farfalle non c’è traccia né intorno a me né dentro di me, ma l’irraggiungibile D. rimane sempre lì, tra i polmoni ed il cuore. Poi, sai, c’è uno di cui un pratica non so un carciofo ma lo penso e quando lo penso non sento le farfalle, ma sento gli pterodattili. Non posso neanche dirlo, perché il 99% delle persone mi prenderebbe per scema e come dargli torto? Voglio dire, è uno sconosciuto e io faccio nascere degli pterodattili nel mio stomaco… sì, sono scema, nonna. Non c’è nulla da fare.
Sei, su formspring ho letto una domanda sui nonni e ringrazio il cielo che non l’hanno fatta a me.
Mi viene da ridere, perché se stessimo parlando mi diresti che parlo complicato, ma io, ora, ti direi di ascoltare e che a me rende felice già questo.
Vorrei sentirmi dire un’altra volta che sono bella, bella come mi vedevi tu – e direi solo tu, perché io non sono bella – ed io mi chiedo perché tu lo dicevi in quel modo che, a quel tempo, fino a che ero con te mi credevo bella davvero. Con che occhi mi vedevi? Ero cicciottella, all’epoca più di ora, e avevo dei capelli orribili, ma tu mi vedevi bella. Mi vedresti bella anche ora? Ora che i capelli sono meno orribili e molto più corti e sono meno cicciottella, ma i chili di troppo ci sono sempre. Sai, mi piacerebbe sentirmelo dire da te che mi facevi credere di esserlo davvero, ma non lo voglio per vanità, lo vorrei perché mi manca la tua voce, i tuoi modi di fare.
Io sto che mi sono voluta sedere da sola e che la mia scrittura è sempre più piccola e orrida; mi trema la mano e non sono più d’accordo col mio scrittore preferito che dice che lui “non odia le persone, ma si sente meglio quando loro non sono intorno”. Io credo di odiarle e di sentirmi meglio quando non sono intorno.
Il 23 ha fissato una verifica di matematica ed è il giorno del tuo compleanno, solo io, a casa, me lo ricordo? Sai che è brava questa prof., nonna? E’ gentile e se non avessi avuto problemi in prima, con lei capirei tutto.
Nonno sta male ed io balbetto. Nonno sta male ed io non parlo, me lo tengo dentro e sto male, ma alle stelle non si mente, quindi neanche volendo potrei mentirti, vero? C’è chi mi ha detto “deliri” e chi ha detto “demenza”, io non ho avuto ancora le palle per guardare bene entrambe le cose, come ho fatto con te quando, finalmente, hanno detto davanti a me cosa avevi.
Sai, sapere che nonno sta male e che pure la testa ne se ne sta andando, mi distrugge; tu avevi lui e noi, ma lui per questi deliri ha litigato con zio e non ha te, zia – quasi giustamente con quello che è successo – lo tratta freddamente e pure papà. Io vorrei abbracciarlo, ma sai non riesco quasi ad abbracciare le amiche, figuriamoci ad abbracciare nonno che per me è quasi un Dio.
Nonno sta male ed io vorrei abbracciarlo, ma non so come si fa, vorrei dirli che tu ci sei, ma non in paradiso che non ci credo; forse sei solo dentro di noi, ma ci sei. L’importante è che ci sei, no?
Avevo promesso alla prof. di stare attenta, ma per una volta che riesco a scrivere lasciatemelo fare.
Sai, non ne sto parlando a nessuno ma del ragazzo che dava le farfalle non c’è traccia né intorno a me né dentro di me, ma l’irraggiungibile D. rimane sempre lì, tra i polmoni ed il cuore. Poi, sai, c’è uno di cui un pratica non so un carciofo ma lo penso e quando lo penso non sento le farfalle, ma sento gli pterodattili. Non posso neanche dirlo, perché il 99% delle persone mi prenderebbe per scema e come dargli torto? Voglio dire, è uno sconosciuto e io faccio nascere degli pterodattili nel mio stomaco… sì, sono scema, nonna. Non c’è nulla da fare.
Sei, su formspring ho letto una domanda sui nonni e ringrazio il cielo che non l’hanno fatta a me.
Mi viene da ridere, perché se stessimo parlando mi diresti che parlo complicato, ma io, ora, ti direi di ascoltare e che a me rende felice già questo.
Vorrei sentirmi dire un’altra volta che sono bella, bella come mi vedevi tu – e direi solo tu, perché io non sono bella – ed io mi chiedo perché tu lo dicevi in quel modo che, a quel tempo, fino a che ero con te mi credevo bella davvero. Con che occhi mi vedevi? Ero cicciottella, all’epoca più di ora, e avevo dei capelli orribili, ma tu mi vedevi bella. Mi vedresti bella anche ora? Ora che i capelli sono meno orribili e molto più corti e sono meno cicciottella, ma i chili di troppo ci sono sempre. Sai, mi piacerebbe sentirmelo dire da te che mi facevi credere di esserlo davvero, ma non lo voglio per vanità, lo vorrei perché mi manca la tua voce, i tuoi modi di fare.
Io non sono mai stata bella, con che occhi mi guardavi?
Lo zodiaco mi chiede se voglio davvero essere sola ed io non lo voglio davvero, ma.. ma nulla. Solo che sto sola perché è meglio così, meglio per me e per gli altri, soprattutto.
Dovrei esplodere, fa meno male, ma io sto per implodere e non so che farci. Vorrei un abbraccio in cui esplodere, un abbraccio dove posso esplodere e riuscire a tirar fuori quello che mi tengo dentro e che qualcuno mi dica che va tutto bene e che il trucco non cola, perché waterproof.
Vorrei solo un abbraccio dove esplodere, un abbraccio che mi dica di star tranquilla che sono sopravvissuta una volta e posso farcela ancora e che, magari col sorriso, mi ricordi che uso l’eye-liner waterproof e di esplodere, che non fa male.
Tu lo sapresti fare, ne sono certa.
Nonna devo andare, ma tu un giorno che non ha da fare, in qualsiasi posto ti trovi, vienimi a trovare in sogno, come quest’estate. Sarà solo un sogno, ma almeno ti rivedrei un’altra volta.
Mi manchi, più di quanto io stessa possa capire.
Ti voglio bene,
Lo zodiaco mi chiede se voglio davvero essere sola ed io non lo voglio davvero, ma.. ma nulla. Solo che sto sola perché è meglio così, meglio per me e per gli altri, soprattutto.
Dovrei esplodere, fa meno male, ma io sto per implodere e non so che farci. Vorrei un abbraccio in cui esplodere, un abbraccio dove posso esplodere e riuscire a tirar fuori quello che mi tengo dentro e che qualcuno mi dica che va tutto bene e che il trucco non cola, perché waterproof.
Vorrei solo un abbraccio dove esplodere, un abbraccio che mi dica di star tranquilla che sono sopravvissuta una volta e posso farcela ancora e che, magari col sorriso, mi ricordi che uso l’eye-liner waterproof e di esplodere, che non fa male.
Tu lo sapresti fare, ne sono certa.
Nonna devo andare, ma tu un giorno che non ha da fare, in qualsiasi posto ti trovi, vienimi a trovare in sogno, come quest’estate. Sarà solo un sogno, ma almeno ti rivedrei un’altra volta.
Mi manchi, più di quanto io stessa possa capire.
Ti voglio bene,
la tua piccola M.
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