sabato 26 febbraio 2011

Subito a me il cuore si agita nel petto solo che appena ti veda, e la voce si perde nella lingua inerte.

Vorrei scriverti una di quelle lunghe lettere che ogni tanto mi prende di scrivere alle persone e che puntualmente non consegno mai. Vorrei scriverti una di quelle lunghe lettere, ma non saprei neanche come iniziarla; come ti dovrei chiamare? Col tuo nome? Col soprannome che uso quando parlo di te? Posso darti del tu o da una sconosciuta di romperebbe le palle?
Vorrei scriverti ma sarebbe una lunga lista di domande, probabilmente; domande su di te, su cosa ti piace. Ti domanderei se da bambino avevi paura del buio e se anche tu stavi nella “zona sicura del letto”, se eri un mammone e se anche da bambino tifavi l’inter. Ti vorrei chiedere tante di quelle cose che alla fine lascerei correre la mano sulla carta e la riempirei di domande stupide e di quei soliti e maledetti cliché.
Vorrei scriverti senza pensare ad una trama per la lettera, perché vorrei lasciar andare tutto quello che mi frulla per la testa. Vorrei scriverti una lettera in cui cercherei di non mettere le mie fisime, perché a te cosa importa se io non mi vedo adatta alla vita? Cosa importa a te se disprezzo il mio naso e vorrei essere totalmente diversa?
Vorrei scriverti, sai. Vorrei scriverti che i tuoi occhi mi ricordano l’acqua chiara di qualche lago di montagna e mi piacerebbe tuffarmi dentro ad essi. Vorrei dirti che quando ti incrocio per i corridoi sorrido, ma non è uno di quei sorrisi di plastica. E' uno dei miei sorrisi più veri, quello da film americano di serie C. Vorrei scriverti che quando ti vedo il sabato sera appoggiato al muro mentre i tuoi amici ridono e scherzano vicino a te, mentre tu sembri lontano anni luce mi ricordi un po’ me e le volte che son con loro senza esserci, ma vorrei pure dirti che quell’aria da “forever alone” mi fa tanta tenerezza. Vorrei scriverti di sorridere sempre, perché quando sorridi una voce nella mia testa inizia a recitarmi Saffo, e non è una bella cosa da dire, perché passerei per psicopatica ai tuoi occhi, ma è così. Vorrei dirti di essere felice, perché questo mi farebbe star bene davvero.
Vorrei scriverti una di quelle lunghe lettere che ogni tanto mi prende di scrivere alle persone e che puntualmente non consegno mai, ma che senso avrebbe?

2 commenti:

  1. Hei. Il tuo blog è molto bello e scrivi benissimo.
    Credo d'essere anch'io nella tua stessa situazione. Nemmeno io lo conosco, ci avrò parlato due volte e due volte ho fatto figure di merda.
    Tuttavia tu ammetti che lui ti piace, forse ne sei innamorata, non so.
    Ma io piuttosto d'ammetterlo preferirei morire.
    Non voglio innamorarmi di nuovo e non so perchè. E' una cosa normale secondo te? Bàh.
    Piesse: se ti andasse di visitare il mio blog mi farebbe molto piacere.
    Buona serata
    Jo

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  2. Io non ammetto che mi piace, perché non so se quello che sento è considerabile un misero "piacere" o se è un'infatuazione un po' più forte; di dire che sono innamorata non mi passa neanche per l'anticamera del cervello che son filofobica e alla sola idea mi prende l'ansia.
    Comunque secondo me è una cosa normalissima non volersi innamorare o non volersi innamorare di nuovo, sarà per paura o per chissà quale altro motivo, ma è una cosa normale. O una paura come un'altra, e, come ogni paura, non ha una spiegazione, però è normale.
    Comunque grazie per i complimenti al blog e per come scrivo; passerò volentieri dal tuo!

    Amy.

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